Medico e Giornalista

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ANORESSIA BULIMIA E ORTORESSIA

Il filo conduttore di questi tre giorni di seminario é la medicina Antiaging. Si è parlato e si parlerà di conoscenze scientifiche e strategie per rallentare i processi involutivi legati alla senescenza. Di come invecchiare in salute ed efficienza. Vi chiederete che c’entra qui un pediatra neonatologo che si occupa delle prime tappe della vita e quindi si occupa dell’infanzia e della gioventù. E’ la base per trattare seriamente e utilmente le patologie “sociali” che oggi colpiscono soprattutto gli adulti.

Per questo, oggi, è come non mai è pertinente l’intervento di un pediatra che è anche psicoterapeuta. Perché è nelle prime tappe della vita che si gettano le basi per una buona o una cattiva vita. Se noi non conosciamo cosa accade intorno alla nascita, è come se cominciassimo a leggere un libro aprendolo a caso, dalla metà, e non potremmo comprendere cosa, come e chi ha portato a quel punto i fatti.

Oggi parliamo per questo di come, all’inizio della vita, un buon rapporto con la madre, o con una figura sostitutiva di essa, sia alla base di uno sviluppo armonico e maturo di un essere che si approccia alla vita. E al contrario, come un rapporto conflittuale e non accettante da parte della madre, o di una figura sostitutiva di essa, spesso sin da prima della nascita, sia responsabile di conflitti e drammi familiari che portano a una disfunzione e alla non accettazione di se, con gravi attacchi anche autolesionistici. Perché un figlio che non si sente desiderato è un figlio non visto. E’ una persona che non esiste ai propri occhi perché non esiste agli occhi della madre.
Illustrerò come una buona attesa, una buona accoglienza e un buon maternage di un bambino fanno la differenza con il contrario. Come le patologie psicologiche possono fare divenire vecchio un bambino. La vecchiaia non è solo un fatto anagrafico. Ma è anche un fatto biologico.
L’argomento che vado a trattare è strettamente collegato alle cause di un degrado sociale e individuale che si esprime in insoddisfazione dell’esistenza di chi si trovi ad essere affetto da patologie sempre più presenti nella società attuale come, ad esempio, i disturbi della nutrizione causati da un insieme di fattori come una cattiva alimentazione, depressione, scarso movimento, abitudini di vita sbagliati. Paura di affrontare la vita perché non si hanno gli strumenti adeguati. Giusti. Ciò avviene perché un simile paziente non ha cognizione del fatto di come i problemi che affronta oggi nei termini specificati affondano le radici nella prima infanzia, addirittura nella vita prenatale con le conseguenze devastanti di un aumento esponenziale nella nostra società di quelle patologie.

Soggetti insoddisfatti di se stessi e della loro vita e con l’aspettativa che il medico debba risolvere immediatamente e tangibilmente tali problemi. Ciò avviene perché un simile paziente non ha cognizione del fatto di come i problemi che affronta oggi nei termini specificati affondano le radici nella prima infanzia, addirittura nella vita prenatale, con le conseguenze devastanti di un aumento esponenziale nella nostra società di patologie che minano la salute e la vita stessa. E spesso anche gli operatori ignorano tale realtà.
Prendere cognizione di questa realtà ci consente di comprenderla e approcciare i pazienti non più con la perentorietà di una prescrizione medica. Significa avere davanti una persona unica e irripetibile, conoscere la sua storia e partire da lontano se si vuole aiutarla a guarire. Anche con un apporto multidisciplinare. Avere una adeguata cognizione per richiedere anche provvedimenti pedagogici e legislativi. Tutto questo risulterà chiaro di quanto vado a documentare.


Roma 24 Novembre 2017 www.ernestaadelemarando.it Prof. Ernesta Adele Marando

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